Una delle mie forme di creatività è la scrittura.
Mi è sempre piaciuto molto scrivere e inventare giochi di parole... ed è uno degli strumenti che voglio provare ad usare per affrontare la mia attuale situazione personale, che ho descritto nella mia presentazione. [1]
Sono partito dalla pagina sulla scrittura creativa del sito [2] e ho cominciato con il primo esercizio proposto: scrivere una serie di parole in ordine alfabetico, possibilmente almeno tre cicli A-Z.
Ho ascoltato una musica rilassante per cercare di tagliare fuori tutti i pensieri della mia quotidianità, cosa per me molto difficile, e impugnando la mia penna preferita (tranquilli vegani, 'penna' si fa per dire, è una moderna stilografica) ne è uscito questo (ho messo degli asterischi nella parola più dura):
Adesso Basta C****te. Decisamente Esagerato Finanziare Gnomi Industriali Letamati Mentre Noi Ostentiamo Pericolosità. Quanto Rimane Saldo? Tutto! Unico Valore Zorro. Abbiategrasso Bastava Con Delinquenti Esagerati Fintanto “Ghe” Io Lo Manifestavo Nonostante Ogni Persona Qualunquista Rimaneva Storta Talvolta Uova Verso Zero. Allucinogeni Buoni Catalizzano Detersivi Esemplari. Finora Gli Indiani Lo Mettevano Nell'Occhio Per Qualunque Rito Sabbatico, Travolti Unicamente Verso Zorro. Adiacente Badavo Con Delicatezza Elena Fino Ginocchia. Io Lo Mettevo Nell'Occhio Per Quasi Roberta Stravolta Tuttavia Un Vecchio Zampettava.
Durante la scrittura è successa una cosa interessante: l'inchiostro è finito inaspettatamente.
Lo interpreto come un segnale sincronico: cambia penna! E' finito un periodo (in tutti e due i sensi), devi cambiare contenuti nei tuoi scritti.
Per fortuna avevo una scorta della mia penna preferita! Mica potevo sostituirla con una qualsiasi
Sulle mie rigidità tornerò a parlare in un'altra occasione
A questo punto il secondo esercizio era quello di trovare la “frase-seme”, come spiegato nel sito.
Una parte di me avrebbe voluto scegliere le prime tre parole di tutto l'esercizio, però ho poi notato un paio di ripetizioni (che in realtà non sarebbero ammesse, ma non lo sapevo). La più significativa mi è parsa la citazione di Zorro, il famoso personaggio difensore della gente comune. Non sono mai riuscito a guardare il telefilm, perché mi faceva troppo ridere il fatto che non lo riconoscessero quando non indossava il costume. Insomma, hai solo il contorno degli occhi coperto... poi la voce è quella, il cavallo è lo stesso... bastavano i soli baffi come identikit! Eppure niente, la passava liscia. La cosa non stava in piedi e io cambiavo canale.
Dalla frase-seme “Unico valore: Zorro” ho così scritto questo:
Non sarà certo la mascherina a non farti riconoscere, Zorro...
E non tocchiamo il tasto “mascherina”, che con quella scusa potevamo veramente fare tutti Zorro e portare un po' di giustizia.
Invece è stato Zarro. Giustizia? Si è nascosta bene, lei si che si è nascosta bene. E io che ingenuamente l'ho cercata nel suo Palazzo...
A proposito di mascherina di Zorro sugli occhi... i Procioni!
Non è permesso averli fuori dal loro habitat.
Più diritti per loro che per me che mi si sta trascinando fuori dal mio habitat (che è l'integrità). Mi farò adottare dai Procioni. No, basta adozioni. Basta con la mamma, che tanto prima o poi smamma!
Tra l'altro con il gioco di parole finale (che si può interpretare come una mamma che si defila oppure come una che smette di avere quel ruolo) mi è successa una cosa curiosa. Durante la notte, nel sonno, ho fatto una esperienza nuova: pulivo e sistemavo la tomba di mia madre. Lo interpreto come avere accettato anche nel profondo la fine del bisogno di questo tipo di relazione.
[1] https://bricioledigioia.netsons.org/briciolediforum/viewtopic.php?t=33
[2] https://bricioledigioia.neocities.org/scritturaCreativa